Andiamo in montagna, ma non solo. Oltre a quello creato dalla natura, apprezziamo ciò che l'uomo ha costruito in tempi di economia silvo-pastorale, e che l'uomo moderno ha in parte tenuto in attività. Il lago Mognola si rivela a noi annunciato da un torrente che scendendo a valle lo abbandona. L'acquedotto di Canáa, a cielo aperto, ci accompagna per un buon tratto portando l'acqua alle malghe sottostanti. É un'opera realizzata nel 1866. La nostra giornata finisce a Mogno guardando una chiesa disegnata con il solo compasso, e costruita con le pietre e i marmi della Vallemaggia.
Soprattutto, non perdere la voglia di camminare: io, camminando ogni giorno, raggiungo uno stato di benessere e mi lascio alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori li ho avuti mentre camminavo, e non conosco pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata, stando fermi si arriva sempre più vicini a sentirsi malati, perciò basta continuare a camminare e tutto andrà bene. - Søren Kierkegaard (Lettera a Jette, 1847)
Pagine
17 luglio 2012
7 luglio 2012
{XXXIX} Capanna Mara
Nell'Aprile del 1926 Antonio Gramsci (1891-1937) è alla Capanna Mara per la riunione del comitato centrale clandestino del Partito Comunista. Accompagnate dalle musiche di un organetto diatonico, alcune letture ne ricordano la figura. Al buio sulla strada del ritorno vedo delle dimenticate lucciole...
Gramsci è uno del sud. Viene dall'arretrata periferia italiana, da una Sardegna ancora semi coloniale, in condizioni di estrema oppressione. In uno dei Quaderni parla della propria esperienza come quella di un «triplice o quadruplice provinciale»
«Chi
parla solo il dialetto o comprende la lingua nazionale in gradi diversi,
partecipa necessariamente di un’intuizione del mondo più o meno ristretta e
provinciale, fossilizzata, anacronistica in confronto delle grandi correnti di
pensiero che dominano la storia mondiale. I suoi interessi saranno ristretti,
più o meno corporativi o economistici, non universali»... «Se non sempre è
possibile imparare più lingue straniere per mettersi a contatto con vite
culturali diverse, occorre almeno imparare bene la lingua nazionale. Una grande
cultura può tradursi nella lingua di un’altra grande cultura, cioè una grande
lingua nazionale, storicamente ricca e complessa, può tradurre qualsiasi altra
grande cultura, cioè essere un’espressione mondiale. Un dialetto non può fare
la stessa cosa» [quaderno 11, § 12, 1377].
Ubicazione:
Capanna Mara, 22036 Erba CO, Italia
4 luglio 2012
{XXXVIII} Wasserweg
É la domenica del GRANDE CALDO, quella di "Caronte", e allora andiamo alla ricerca del fresco. Si sceglie questo "giroingiro" tra ruscelli che formano laghetti. Qualche passo, ed incrociamo lo sguardo di un curioso e furbo scoiattolo che ci dà il buongiorno. Abbandoniamo fastidiosi impianti di risalita per addentrarci in un mutevole e riposante paesaggio arricchito dalla fioritura estiva. Poca gente in cammino, tranquillità in formato svizzero. Prima di tornare al caldo, un gelato.
Ubicazione:
7514 Sils im Engadin/Segl, Svizzera
27 giugno 2012
{XXXVII} rif. Gastaldi
Ubicazione:
Pian della Mussa, 10070 Balme TO, Italia
22 giugno 2012
{XXXVI} Corni di Canzo (2)
É decisamente l'anno dei "ritorni", sono ancora qui, sotto i Corni. Siamo un gruppo di cinque uomini e cinque donne, tutti scompagnati, per la "festa dei pensionati". Al rifugio SEV ci arriviamo partendo dall'Alpe Oneda, pensavo facesse meno sudare, chi poco abituato a camminare. Con davanti farfalle al sugo di pomodoro e capriolo con polenta, nessuno più si lamenta. C'è pure la lotteria, e la "vittoria" sorride alla nostra compagnia. Torniamo a valle con un ricco cesto per non dimenticarci di tutto questo. Ci salutiamo e tutti dicono...a presto.
31 maggio 2012
{XXXV} Magnodeno
23 maggio 2012
{XXXIV} M.te Bollettone (2)
Sono ancora qui, in cima al Bollettone, sono in compagnia, e allora non ascolto il tempo ma le parole di chi mi offre il caffè. Parliamo,... parliamo ancora. Manca qualcuno..., qualcuno ci manca.
19 maggio 2012
16 maggio 2012
{XXXII} cento anni
Eccoci qua, su una strada lunga cento anni, con in mano un testimone all'interno del quale ci sta una fotografia. Un'immagine di uomini che stanno costruendo una casa, uomini senza volto con le mani sporche solo del loro lavoro. In questa immagine mi piace vedere, la Solidarietà e la Sobrietà riunite in un messaggio di Esempio.
La storia siamo noi – Francesco de Gregori
La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,
questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da masticare.
E poi ti dicono "Tutti sono uguali,
tutti rubano alla stessa maniera".
Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.
Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,
la storia entra dentro le stanze, le brucia,
la storia dà torto e dà ragione.
La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,
siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.
E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi,
perchè nessuno la può fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.
per ascoltare la canzone (cliccare qui)
§ § §
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,
questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da masticare.
E poi ti dicono "Tutti sono uguali,
tutti rubano alla stessa maniera".
Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.
Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,
la storia entra dentro le stanze, le brucia,
la storia dà torto e dà ragione.
La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,
siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.
E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi,
perchè nessuno la può fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.
per ascoltare la canzone (cliccare qui)
§ § §
Ubicazione:
Via Roma, 23, 22038 Tavernerio CO, Italia
25 aprile 2012
{XXXI} Corni di Canzo
É mattino presto quando passo a salutarti, da un mazzo di fiori uno è caduto, lo prendo, e lo porto via con me. Oggi camminare mi è faticoso, vedo montagne che abbiamo salito assieme, incontro una croce, è quella del "terzo corno", non ci ero mai arrivato, potrebbe essere un caso, oppure il destino...
"Trasformeremo il caso in destino" dal film Ultimo tango a Parigi (1972)
10 aprile 2012
{XXX} Cascata di Cenghen - val Monastero
Il tempo, implacabile che fa di leggerezza piombo, cammina con il suo passo silenzioso, ingannevolmente lento. Il tempo non va adagio come si crede. Il tempo fila via veloce trascinando con sé giorni, mesi, anni. Dietro a questi, come una trota all'amo, sta appesa la vita. Il povero pesce ha paura, tira, si dimena, salta, si oppone, ma il filo lo trascina verso la riva... É questo il tempo. - Mauro Corona (Come sasso nella corrente)
Ubicazione:
Linzanico, 23821 Abbadia Lariana LC, Italia
4 aprile 2012
{XXIX} M.te Bollettone
Due buoni scarponi, un sentiero che sale. Il ticchettio dei bastoncini sulle pietre, sono in cima, ora chiudo gli occhi. Sento l'ansimare di due segugi in allenamento, qualche lontano cinguettio, voci che passano...un pensiero che resta. Il caldo del sole che nasce mi rivela un segreto.
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