Nel linguaggio dei fiori, alla ninfea sono accostati molti significati; stima, freddezza, ammirazione, amore platonico, castità, purezza di cuore e simbolo dell'alba...ognuno può scegliersi il proprio.
Soprattutto, non perdere la voglia di camminare: io, camminando ogni giorno, raggiungo uno stato di benessere e mi lascio alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori li ho avuti mentre camminavo, e non conosco pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata, stando fermi si arriva sempre più vicini a sentirsi malati, perciò basta continuare a camminare e tutto andrà bene. - Søren Kierkegaard (Lettera a Jette, 1847)
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17 giugno 2013
9 giugno 2013
30 maggio 2013
{LXXXVI} Le cave di pietre - Albese con Cassano
A nord del vecchio centro storico di Albese, sono tuttora presenti le tracce ben visibili di tre cave di pietra da costruzione. La prima cava ad essere sfruttata in ordine di tempo è stata la quella detta di Rundinina, di proprietà della famiglia Torchio. Secondo alcune testimonianze, questa cava fu probabilmente attivata in occasione della nuova Chiesa Parrocchiale di S. Margherita, nella seconda metà del 1700 e fu dismessa verso la metà del secolo successivo. Verso la metà del secolo XIX, dopo la chiusura della cava di Rundinina, fu aperta la seconda, posizionata al confine con la proprietà Seveso. Infine, dopo l’abbandono della seconda cava, venne dato avvio allo sfruttamento della terza, detta di Fusana (o Fossana), abbandonata definitivamente nei primi anni ’60. Lo spettacolo è imponente: il fronte di cava è semicircolare e da un interstrato a circa metà altezza della parete si verifica uno stillicidio costante di acque (in periodi di forti piogge è particolarmente impressionante e cospicuo) che favorisce la crescita di una vegetazione particolare di muschi. Una recente ricerca ha stabilito che dette acque provengono dal torrente Cosia. Da queste cave venivano estratti soprattutto blocchi di Calcare di Moltrasio, di colorazione dal grigio al beige, con liste e noduli di selce, in genere ben stratificati e separati da sottili livelli argilloso-marnosi. I blocchi ricavati, dal peso di circa 30-40 Kg e dalle dimensioni di circa 20-25 cm di altezza per 30-40 cm di lunghezza, venivano caricati su robusti carri, i “Car” e trasportati a valle; dopo aver attraversato le vie del centro storico, pesati sulla pesa pubblica ancora oggi esistente in Via Vittorio Veneto - angolo Via IV Novembre. In alcuni giorni transitavano per la “pesata” anche 15 carri carichi; da qui i carri intraprendevano il viaggio verso i paesi del circondario, in particolare Cantù. Questi blocchi venivano usati, fino alla metà del secolo scorso, per lo più come materiali da costruzione. Le pietre meno pregiate dal punto di vista estetico servivano per realizzare i piani superiori degli edifici e successivamente intonacate. Molti sono gli edifici realizzati in Albese con le pietre di queste cave, come pure i muri di cinta o di contenimento presenti per le vie del paese. (testo tratto da una pubblicazione del comune di Albese con Cassano)
18 maggio 2013
{LXXXV} Il Piccolo Principe, 1943 - 2013
11 maggio 2013
{LXXXIV} Sabato
É di mattino che il passaparola e non il suono delle campane mi porta la triste ed annunciata notizia. La mia memoria corre ad un allegro giorno lungo il fiume Adda ed a un sorriso dietro un piatto di fumanti tagliatelle. Da una cima dei nostri monti ti arrivi il mio grazie...e che la terra ti sia lieve.
5 maggio 2013
28 aprile 2013
{LXXXII} Viandanti
25 aprile 2013
23 aprile 2013
{LXXX} Piazza Garibaldi
È una luce rossa che mi ferma
un’ombra storta mi guarda.
Non è vuota la mano che si ritrae
un sorriso la segue.
É diverso il colore della luce
sono diverso io che parto.
12 aprile 2013
{LXXIX} Bocciolo di rosa (con goccia)
ROSEBUD
Non pretendo di dire la parola
che scoccata dal cuore traversi
le dodici scuri forate
fino a forare il cuore del pretendente.
Io traccio il mio bersaglio
intorno all'oggetto colpito,
io non colgo nel segno ma segno
ciò che colgo, baro,
scelgo il mio centro dopo il tiro
e come con un'arma difettosa
di cui conosco ormai
lo scarto, adesso
miro alla mira.
Valerio Magrelli
21 marzo 2013
{LXXVIII} Alpe Ortighera
Manca qualche giorno alla fine dell'inverno quando un amico mi chiama dicendomi: ci sei giovedì per l'ultima ciaspolata? Gli rispondo che farò il possibile per esserci. É il primo giorno di primavera quando, non proprio di mattino presto, partiamo dall'Alpe di Paglio. La giornata è di quelle memorabili, la neve è molta e soffice. Il paesaggio che ci circonda affascina i miei amici, sono contenti della scelta. Al tocco, ci fermiamo per un panino. Una staccionata vicino a delle case è la nostra sedia. Mi verso una tazza di tè e mi viene da pensare; tre piaceri in uno. Avvolgendo la tazza con le mani ci si riscalda, avvicinadola se ne annusa il profumo ed infine con un sorso si gusta il sapore. (*)
(*) dal film Educazione siberiana di Gabriele Salvatores, tratto dal libro di Nicolai Lilin
Ubicazione:
Alpe di Paglio, 23831 Paglio LC, Italia
12 marzo 2013
{LXXVII} Val Ferret
Con ancora negli occhi l’affilata cresta Biancograt mi ritrovo a spingere gli sci in Val Ferret. Sono al cospetto di sua maestà; il Monte Bianco (4810m), la vetta più alta dell’arco alpino. Teatro di grandi imprese alpinistiche e di sconvolgenti tragedie umane.
6 marzo 2013
{LXXVI} Val Roseg
Risaliamo con gli sci da fondo la Val Roseg per un appuntamento con la mitica Biancograt.
Biancograt/Himmelsgrat, Scala del cielo. Una grande classica dell’alpinismo. Affascinante ed elegante percorso inserito in un magnifico scenario. È il difficile tratto di cresta che porta in vetta al Pizzo Bianco (3995m) e da qui in vetta al Pizzo Bernina (4050m).
24 febbraio 2013
{LXXV} Nevicata
Oggi niente sci né ciaspole né scarponi e nemmeno zaini. Userò una bella pala da neve di colore rosso come quello di un orgoglioso bocciolo di rosa che sfida la neve.
17 febbraio 2013
{LXXIV} M.te San Primo (3)...vicino al buio
É da tempo che volevo far compagnia agli amici dello Sci Club Boletto nella loro tradizionale escursione invernale al M.te San Primo. Questo 2013 è l'hanno giusto. Partiamo in tempo per arrivare in vetta poco prima del calar del sole. É un buon pomeriggio, ma una foschia verso Est ci negherà il tramonto sulle Grigne. Ad Ovest in lontananza, a farsi ammirare c'è il M.te Rosa. Ritorniamo, è il momento di accendere le lampade frontali, la mia ha un colore giallognolo che viene subito definito "antico" confrontato alla bianca luminescenza delle moderne lampade a led. Questa definizione della luce mi fa ricordare chi mi chiama "Antico Amico".
11 febbraio 2013
{LXXIII} Val Fedoz
La passeggiata di oggi suggerisce una citazione, in realtà è doppia, in quanto ricorda un film che cita un poeta. (*) " Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso." Anche noi scegliamo la meno conosciuta Val Fedoz privilegiandola alla vicina più frequentata e modaiola Val di Fex. Qui l'ambiente e quasi selvaggio, infatti nell'intera giornata incontriamo solo due camminatori solitari. Un piccolo contrattempo consiglia al capo gita di aspettare chi si è attardato. Così, casualmente mi trovo davanti a sostituire provvisoriamente il sostituto di un'assenza, che spero presto, diventi presenza. Al ritorno molti sorrisi dicono che è stato bello...
(*) il film è "L'attimo fuggente" di Peter Weir
(*) il poeta è Robert Frost " La strada non presa"
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