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13 luglio 2019

{CCCXXXIII} capanna 2000_Pizzo Arera


La meta è la cima, ma gambe e testa non ci sono; e allora tutto diventa più difficile.
Mi accontento di quanto mi circonda ed invidio il corvo che vola alto sopra la croce.








{CCCXXXII} capanna 2000_il tramonto

In attesa di un fumante piatto di tagliatelle al ragù e visto passare un annunciato temporale, ci godiamo il tramonto.







{CCCXXXI} capanna 2000_Lago Branchino


Così arrivò il momento di mettere nello zaino anche il sacco letto in compagnia di pensieri ed azioni che vanno oltre il semplice andare per monti.
Qui sulle terre alte percorrendo il sentiero dei fiori cerco un nuovo equilibrio.









2 luglio 2019

{CCCXXX} M.te Sodadura_2010 m


Anche oggi siamo un quartetto... (di tre), ma non gli stessi.
22 luglio 2016






26 marzo 2019

{CCCXXIX} capanna Pairolo

Sono nuovi occhi che osservano salire un vecchio zaino. Mi ha  invitato "un'amica di letture" e sono in compagnia di "un tennista" e di "un cercatore di funghi". Il "tennista" scappa subito avanti, altro passo. Noi tre arranchiamo, ci superiamo, ci aspettiamo, raggiunta la vista del rifugio il cartello che dice "dieci minuti" è letto con gioia. Riassaporo a quote basse un'aria di vetta, senza raggiungerla.







9 marzo 2019

{CCCXXVII} Chiesa di San Martino (2)






FRA DUE LUNE

Falce di luce d'argento
stai appesa a un ramo
aspettando che ti assorba
il rosa dell'aurora.
Tra poco lascerai la presa
a cui sei appesa
e nuova luce ti assorbirà.

Lontana,
non vedrai i nostri affanni,
il nostro sguardo chino
sotto il peso del vivere,
pur immerso nell'azzurro luminoso
e nel quieto incanto del giorno.

Riapparirai stasera,
eterna e indifferente.

Per noi sarà passato un altro giorno,
uno scampolo di vita
assorbito dal tempo,
caduto nel nulla,
perso per sempre :
non riapparirà mai più.

RosAngela Clerici Brenna


22 dicembre 2018

{CCCXXVI} Er Presepe


É una recente amicizia che mi ha fatto scoprire questo presepe;
fantasiosa miniatura di un borgo alla periferia di Como.
É un'antica amicizia che mi ha spronato a condividerlo.




Ve ringrazio de core, brava gente,
pè ‘sti presepi che me preparate,
ma che li fate a fa? Si poi v’odiate,
si de st’amore nun capite gnente…

Pè st’amore so nato e ce so morto,
da secoli lo spargo da la croce,
ma la parola mia pare ‘na voce
sperduta ner deserto senza ascolto.

La gente fa er presepe e nun me sente,
cerca sempre de fallo più sfarzoso,
però cià er core freddo e indifferente
e nun capisce che senza l’amore
è cianfrusaja che nun cià valore.


Trilussa è il poeta romano Carlo Alberto Salustri


15 ottobre 2018

{CCCXXIV} Orrido di Inverigo



L'Orrido d'Inverigo è l'unico noto in ambiente collinare morenico, un’area protetta classificata come monumento naturale ed oggi inserita nell’elenco dei Geositi Lombardi. Nel cuore dell'Orrido si assiste ad un fenomeno davvero suggestivo, quello delle "sorgenti pietrificanti": limpide acque in costante movimento permettono, tramite un lento ed incessante deposito di calcare, la formazione di nuove rocce, quali il travertino. Non lontano si erge l'Oratorio di Sant’Andrea al Navello, fulgido esempio di chiesa rurale eretta dai nobili proprietari del feudo agli albori del XVII secolo. (FAI_2018)







16 settembre 2018

{CCCXXIII} Tomba di A. Volta (di notte)







Costeggiando in barca i canneti presso Angera sul lago Maggiore, Volta, già allertato dall'amico padre Campi che aveva osservato il fenomeno, ha modo di raccogliere il gas che gorgoglia dal fondo melmoso dell’acqua sotto forma di bollicine, che una volta emerse svaniscono nell'aria.
Egli chiama il gas raccolto "aria infiammabile nativa delle paludi".
Iniziano così i suoi studi sul metano e le relative esperienze di combustione in aria.



I lampioni all'ingresso pur accesi da una scintilla elettrica, sono alimentati a metano


15 settembre 2018

{CCCXXII} Tomba di A. Volta


Complici un invito a "merenda" e la cordiale disponibilità del custode del mausoleo,
ho la possibilità di vedere dall'interno l'ultima dimora del grande scienziato.








Il mausoleo fu eretto per volontà della moglie e dei figli di Volta
su progetto di Melchiorre Nosetti ed inaugurato il 5 marzo 1831.

Ai lati del cancelletto d’ingresso vi sono due statue di Luigi Argenti:
quella di sinistra raffigura la Religione che prega per il suo figlio esemplare,
mentre l’altra rappresenta la Scienza che inconsolabile piange il suo cultore.

All'interno, sulla parete di fondo, si intravede il sarcofago lavorato in marmo dallo scultore Bayer,
cui sovrasta un busto scolpito da Giovan Battista Comolli.
Affiancano il busto due geni alati, uno dei quali è in atto di coronare Volta.
Nel riquadro sovrastante spicca il rilievo raffigurante l’episodio più celebrato della vita di Volta:
quello della presentazione della pila a Napoleone Bonaparte in Parigi nel 1801.

La tomba è monumento nazionale,
in base al Decreto reale di Vittorio Emanuele III, del 27 febbraio 1925.