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31 gennaio 2020

{CCCXLVIII} M.te Generoso (3)





...e mi disse, "vai avanti da solo con i tuoi pensieri". 

C'è chi la solitudine della montagna la cerca, c'è chi la sopporta, c'è chi la annega nel vino e chi la subisce fino a esserne schiacciato. La solitudine è fatta per chi sa di non essere mai solo per davvero."Il pastore di Stambecchi" Louis Oreiller con Irene Borgna

Il fiore di pietra e la vetta del M.te Generoso

23 gennaio 2020

{CCCVLVII} M.te San Primo (8)








Alla croce ci arriviamo per sentieri diversi dai soliti
ed allora anche panorami conosciuti ci sembrano altri.


15 gennaio 2020

{CCCXLVI} M.te Cornizzolo (4)


(ex GRANDE FAGGIO) Lago di Pusiano con Isola dei Cipressi
M.te Bolettone e M.te Rosa 
 Immagine scattata "a memoria"





4 gennaio 2020

{CCCXLV} M.te Palanzone (6)










Era da tanto che pensavo di andar per monti il primo giorno dell'anno, mai fatto. 
Il caso ha voluto che nell'unico anno "doppio" della mia vita, si sia realizzato.



28 dicembre 2019

{CCCXLIV} via S. D'Acquisto - Impronta di Ammonite




Le Ammoniti erano degli organismi appartenenti al grande gruppo dei Cefalopodi, vissuti nei mari preistorici, in quel lasso di tempo che si sviluppa dal periodo Devoniano (410-355 m.a.) fin alla fine del periodo Cretaceo (144-65 m.a.) dell'era Mesozoica; erano dotati di una conchiglia esterna, la cui forma a spirale la faceva rassomigliare alle corna di un montone. (Nella mitologia greca ornavano la fronte di Giove Ammone, e proprio da questa caratteristica presero il loro nome particolare).



26 ottobre 2019

{CCCXLIII} Passeggiata Voltiana (3)


Ci sono immagini che ci restano nella memoria, 
poi improvvisamente con spontaneità le colleghiamo ad una poesia.




STRADA NEL BOSCO

Strada bianca
serpeggiante nel bosco
una galleria verde ti fiancheggia.

Rami teneri mi sfiorano.

Nell’aria immobile
sento vita, intensa e muta.

Archi verdi chiudono la vista.

Chi, cosa di là ?

Verde e silenzio
che si ripete.

Poi una curva:
ed è luce e cielo azzurro.

Respiro, sorrido.

E già rimpiango il silenzio verde che ho lasciato.

RosAngela Clerici Brenna



20 ottobre 2019

{CCCXLII} San Tomaso (2)






Link: San Tomaso

Questa volta i mandorli non sono in fiore.
I giochi degli alunni delle scuole elementari di Fecchio non li fanno rimpiangere.


12 settembre 2019

{CCCXLI} Giro Isola Comacina


Arrivò il giorno in cui spiegammo le vele...ma il vento non le gonfiò.








25 agosto 2019

{CCCXL} M.te San Primo (7)


Torneremo bagnati, con ricordi che il sole non ci avrebbe potuto dare!

i Corni di Canzo
i Corni di Canzo
il Palanzone
le Grigne
Prima della pioggia

{CCCXXXIX} Libro di vetta... e saluti.


Sul Libro di Vetta del M.te San Primo trovo questa pagina, istintivamente la fotografo.
Solo qualche giorno dopo trovo una riflessione che mi spiega il perché.
Questo è anche il mio grazie!
.

Perché ci si saluta in montagna?

Può essere una domanda posta da chi visita i monti da poco, noi montanari siamo talmente abituati a salutare chi frequenta i sentieri come noi da non farci più caso. E’ un’abitudine, si fa e basta, lo fanno tutti da sempre perché in montagna ci si saluta. Eppure sembra nascondere dei bellissimi significati. E’ innanzitutto un ritorno all'umanità, dopo giornate intere collegati ai social, oppure in mezzo alla gente nelle città, incrociando tante persone senza mai però incontrare nessuno. Un risveglio verso gli altri e “l’altro”, quando siamo troppo concentrati su di noi. E’ una forma d’arte: si condivide qualcosa di bello e puro, si partecipa a un insieme di sensazioni, tutte diverse, ognuno ha le sue, ma tutte forti, intense e uniche. Un’immersione totale nella bellezza fine a sé stessa. E’ un antidoto contro i pregiudizi, in montagna si è tutti uguali. Si potranno avere esperienze e temperamenti diversi, conoscenze e preparazioni differenti, ma di certo non si verrà distinti per colore della pelle, nazionalità ed estrazione sociale. E’ un’espressione nascosta di solidarietà: soffermandosi sui visi dei singoli le fisionomie rimangono impresse, sul volto si riconosce la paura, la sofferenza, il freddo, il caldo. Ci si guarda in faccia sapendo che potresti avere bisogno di quella persona se ti troverai in difficoltà, o che lei potrebbe aver bisogno di te. Ripensando a queste riflessioni, quando ci troveremo in cammino lungo un sentiero di montagna, scopriremo che salutarsi è sacro, e non potremo più fare a meno di dirci “buongiorno” con piacere. (Silvia de Fanti)-Val di Zoldo



19 agosto 2019

{CCCXXXVIII} M.te Crocione


Alpe di Lenno - sullo sfondo il M.te Bré

Al ritorno in questo luogo sorseggiando acqua fresca sento una frase che voglio ricordare. 
"Colui che vuole viaggiare felice deve viaggiare leggero."
Antoine de Saint-Exupéry


Ruderi Alpe di Tremezzo e M.te Crocione

12 agosto 2019

{CCCXXXVII} Bietti - via Guzzi - Bogani


É una "ripetizione" e di questi tempi mi sembra diventata più faticosa!


Nello stesso giorno, dalla pagina facebook "Amici del Rifugio Brioschi", da cui è tratta la foto, apprendo della pericolosità di questo bellissimo fiore incontrato lungo il percorso. Si chiama Aconito Napello se ingerito può portare alla morte, ma anche il semplice contatto è assolutamente da evitare. 

Il nome del genere (“Aconitum”) deriva dal greco akòniton (= pianta velenosa). La pianta infatti risulta conosciuta per la sua alta tossicità fin dai tempi dell'antichità omerica. Con questo nome probabilmente veniva indicata una pianta velenosa endemica il cui habitat frequente era tra le rocce ripide di alcune zone della Grecia. Due sono le radici che vengono attribuite al nome: (1) akòne (= pietra) in riferimento al suo habitat; (2) koné (= uccidere), facendo ovviamente riferimento alla sua tossicità. (fonte:Wikipedia)