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26 febbraio 2022

{CCCLXXX} Anello del Soccorso (Santuario e Torre)









Posteggiamo ad Argegno e ci imbarchiamo sulla navetta che ci porterà a Sala. Nel tragitto controlliamo i lavori alla variante della Tremezzina. Un breve saluto alla "lippa" e proseguiamo per il santuario della Madonna del Soccorso. C'è un po' di vento ma con le spalle alla chiesa il sole ci riscalda. Panino, chiacchiere e qualche foto. Riprendiamo il cammino fino ad arrivare alla Torre del Soccorso (detta del Barbarossa) per una vista perpendicolare sull'Isola Comacina. Un sentiero a gradini ci conduce al molo ed in attesa del battello per il ritorno, ci accompagna un pensiero: quello che per noi è un piacevole diversivo per altri è un disagio quotidiano.

22 febbraio 2022

{CCCLXXIX} Da Bosisio Parini a Merone

Dopo il
02022020
ed il
12022021
siamo in due per la celebrazione del giorno palindromo
22022022
con la speranza del prossimo appuntamento
03022030



19 febbraio 2022

{CCCLXXVIII} Lambrone (fiume Lambro)


 Un giro ad anello tra un fiume in secca, laghi, laghetti e capannoni industriali.



Lago della Geretta

1-2-3 Lago di Pusiano _ 4-5-6 Laghetti della Geretta


Lambrone  è il nome che viene dato alla deviazione del fiume Lambro proveniente dal Monte San Primo. L’opera di incanalamento in quell'alveo al fine di scongiurarne lo straripamento fu eseguita nell’anno 1845 sotto il dominio austriaco. La foce del Lambrone, a estuario, si getta nel lago di Pusiano; da lì riprende poi il suo corso (nuovamente col nome di Lambro) e prosegue verso la Pianura Padana fino a sfociare nel fiume Po di cui è immissario.


12 febbraio 2022

{CCCLXXVII} Oasi di Baggero (2)



Oasi in versione quasi invernale, per quella di primavera (cliccare qui)


9 febbraio 2022

{CCCLXXVI} Linea Cadorna




A partire dal 1915, a difesa dell’Italico confine, il Genio Militare realizzò delle costruzioni militari che formarono la Frontiera Nord, meglio conosciuta come Linea Cadorna. Tra Monte Olimpino, Cavallasca e San Fermo furono costruite delle trincee e dei camminamenti che oggi sono compresi all’interno del Parco Regionale della Spina Verde. Percorrendo i sentieri che fiancheggiano i resti della fortificazione si giunge al belvedere del "Pin Umbrela" con vista dal M.te Generoso al Monte Orfano.


3 febbraio 2022

{CCCLXXV} Villincino fraz. di Erba

 


È bella la sensazione che si prova a girovagare per le stradine di Villincino di Erba. Si trovano angoli assimilabili ai più famosi borghi della Toscana, con l'unica differenza del colore della pietra. Poco distante troviamo *Villa Amalia nota anche come set (anno 1974) per le riprese del film "Allonsanfàn" dei f.lli Taviani.

*Villa Amalia venne costruita tra il 1798 e il 1801 dopo che l'avvocato e senatore milanese Rocco Marliani acquistò ad un'asta la proprietà su cui sorgeva in precedenza un convento francescano (denominato Santa Maria degli Angeli e dedicato a Sant'Antonino) con l'annessa chiesetta.


30 gennaio 2022

{CCCLXXIV} San Bartolomeo

 


Sulla cima di una collinetta, tra la SP342 e la brughiera, si trova in posizione privilegiata la chiesa di San Bartolomeo a Montorfano (CO). 

Da qui si può vedere bene la forma del “montagnino” (così viene chiamato il Monte Orfano dai locali) e dalla parte opposta le campagne di Albese con Cassano e il suo abitato. In lontananza si vedono anche Grigna, Grignetta, Corni di Canzo e Cornizzolo.

I quattro i Santi rappresentati in questa piccola chiesetta hanno avuto, fin da tempi antichi, una forte venerazione da parte della popolazione contadina locale: San Bartolomeo è il protettore dei macellai, San Antonio Abate è il protettore degli animali domestici, Santa Margherita delle partorienti e San Francesco degli animali.


27 gennaio 2022

{CCCLXXIII} Madonna delle sette spade

 



Dopo qualche tempo (cliccare qui) torno per ammirare il restauro eseguito dall'artista, scultore e pittore Raffaele Beretta di Albese con Cassano, che con l'aiuto di volontari ha ridato nuova vita a questa antica cappellina dei nostri monti, meta in gioventù di passeggiate e giochi.


28 agosto 2021

{CCCLXXII} M.te Coltignone

 




Chi cammina per terreni dove “il piede fermo è quello più in basso” (Inferno/Canto I) ; trova piacere dopo uno sguardo da un belvedere nebbioso, fermarsi per un caffè e imbattersi nel ricordo di un grande alpinista.




26 febbraio 2021

{CCCLXXI} M.te Bolettone (6)




Quando si arriva in cima, il pensiero è quello di essere più in alto di tutto e di tutti,
ma volgendo lo sguardo oltre la croce, c'è qualcuno lassù.



12 febbraio 2021

{CCCLXX} Lago di Alserio (3)

 

Oggi celebriamo il giorno palindromo 12022021 con immagini della passeggiata di ieri.
La promessa del 02022020 in qualche modo andava onorata.
Arrivederci al 22022022




{[(3+3)-1]+2}= ... con il fotografo




11 febbraio 2021

{CCCXLIX} Ricordo

Di primo mattino sono davanti ad una fredda pietra. C'è silenzio.
Una folata di vento mi accompagna quando a mani nude asciugo la croce.

§   §   §

In attesa degli amici di cammino, ricevo un messaggio che ti ricorda.
Alzo lo sguardo ed il sole sbuca da dietro la chiesa di Carcano.


Carcano - Chiesa di S. Dionigi


7 febbraio 2021

{CCCLXVIII} Chiesette a Ponzate



La chiesetta, dedicata alla Beata Vergine Addolorata, risale a tempi molto remoti: carte antiche riportano che "nel 1640 la chiesa di S. Brigida cedeva (alle monache del Monastero di S. Lorenzo) una Cappelletta quasi del tutto ruinata, et senza tetto, onde cessando qualche divozione del popolo si rende quasi inutile, anzi essendovi il crotto serviva a' figlioli per giocare". Fu ricostruita verso la fine del 1700 con il contributo della comunità come riportano i libri delle spese della parrocchia e della fabbriceria.
1884 - Con una delibera dell'allora Comune di Ponzate, la costruzione assunse la funzione di "lazzaretto" del paese per eventuali epidemie. Nel "Grotto" fu attiva dal 1906 al 1917 un'osteria chiamata "Grotto alla Cappelletta", come risulta dalle ricevute di pagamento del dazio comunale. L'edificio fu successivamente usato come abitazione privata (dal 1938), e poi del tutto abbandonato alla fine degli anni cinquanta (1958).
2019 - La Cappelletta è ristrutturata. In occasione della S. Pasqua è stata celebrata una Via Crucis comunitaria presieduta dal Vescovo Mons. Cantoni



La chiesetta fu fatta erigere nel 1885 da Antonio Trombetta (1807 – 1890) figlio di Giovanni Angelo e Caterina Gatti, coniugato con Maria Rosa Luigia Trombetta (1811 - 1884) figlia di Francesco Giuseppe e Maria Casartelli. Famiglia residente in Chiassino. Parroco pro-tempore  Don Barelli Bernardino.
La chiesetta è una semplice costruzione in muratura (a vista) con all’interno un quadro rappresentante la “Sacra Famiglia di Nazareth” alla quale è dedicata. Su una parete è conservata una foto del parroco di allora Don Barelli. Alla morte del sig. Antonio nel 1890 la chiesetta era autorizzata ecclesiasticamente come  oratorio di uso pubblico ma di amministrazione privata della famiglia ‘patrona’ (analogamente all’oratorio di S. Ippolito a Casina). Lo ‘status’ di oratorio, imponeva alcuni obblighi per l’area di servizio e accesso (vedi allegato): La manutenzione e le spese, furono oggetto di corrispondenza con la Curia  di Como. L’edificio, dopo anni di abbandono, negli anni 1990 fu oggetto di importanti lavori di manutenzione da parte dei parrocchiani della frazione di Chiassino.

Informazioni tratte da ricerche storiche a cura di
Ermanno Trombetta di Ponzate (che qui ringrazio)


6 febbraio 2021

{CCCLXVII} Giretto al M.te Orfano

 




Non è stato un passo veloce quello che ci ha portato a questo panorama,
di contro, ci serviva del tempo per raccontarci le nostre lontananze.



1 gennaio 2021

{CCCLXVI} ANNO 2021

Avevo scelto il luogo per fotografare l'ultimo tramonto del 2020, ma l'anno che si è chiuso è stato avaro negandomi il desiderio. Sostituisco la foto con una poesia.






Mi piace ricordare dal libro "La vita davanti a sé" di Romain Gary
le ultima tre parole..."bisogna voler bene"




31 dicembre 2020

{CCCLXV} Chiesa di San Giovanni Battista

 


La luna in questa posizione non mi era mai capitato di vederla. É appena sorta l'alba, ma la notte non ci ha ancora abbandonato. Si sta aprendo l'ultimo giorno di un anno amaro che avrebbe dovuto farci migliori. Avrebbe...



18 dicembre 2020

{CCCLXIV} Natività 2020


Telèro di Alcide Gallani sovrastante l’uscita della chiesa dell’Eucarestia.



Entra per pregare, esci per amare.

La scritta compare sopra il portone della chiesa del convento francescano di Monterosso.




14 dicembre 2020

{CCCLXIII} Chiesa di San Martino (3)

 

É un attimo, quello che ruba la nostra attenzione.


27 novembre 2020

{CCCLXII} Le cascine di Tavernerio_3

 

Cassina di Rubino - 1652





Denominata Cassina di Rubino nel 1652 come da atti catastali settecenteschi. In un elenco di cascine redatto nel 1770 la si denominò cassina Costantina. Vi abitavano due famiglie, in totale due uomini, quattro donne ed un minore. In dialetto: Cassìna Custantìna, viene detta anche Cassìna Vanàngiar per il soprannome attribuito alla famiglia che vi abitava. La fantasia popolare ha fatto derivare il nome della cascina nientemeno che da quello dell'imperatore Costantino, che si narra essere transitato in questi luoghi con le sue truppe. Gli atti del censimento del 1921 la riferiscono costituita da sei locali, nei quali viveva una famiglia di cinque persone. Si trova a 544m di altezza, a monte della chiesa di S. Martino 


Informazioni tratte dal libro 

“Tavernerio - Toponomastica storica”

di Rita Pellegrini


{CCCLXI} Le cascine di Tavernerio_2


 Plano serotti - 1530





La cascina ancor oggi esistente, si trova elencata fra quelle di Tavernerio, in un documento del 1652, come cassina in Pianzerotto. Nel 1921 la cascina Pinzaroto era abitata da una famiglia formata da sei persone che vivevano in cinque stanze. La località si trova a 525m tra la Cascina Merigetto e la Cascina Costantina. In dialetto: Cassina Pinzaròtt, detta anche Cassina Ranzaròtt o Burdiga. Quest'ultimo appellativo deriva dal soprannome attribuito all'ultima famiglia che vi abitava ai primi del '900.


Informazioni tratte dal libro 

“Tavernerio - Toponomastica storica”

di Rita Pellegrini